io sono tetsuo and i've got the power of grayskull
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Riapro il blog? Forse. Oggi mi va di buttar giù qualcosa, tutto qui.
E quale miglior modo per iniziare se non con
Notte prima degli esami oggi - 2007

Avete presente la pubblicità della Tim tribù? Va bene una qualsiasi. Ecco, provate a pensarla lunga un paio d'ore.
Non basta come post di apertura eh?Ok.
Notte prima degli esami oggi, seguito dell' acclamato Notte prima degli esami è un incredibile mix di luoghi comuni giovanili e pubblicità (neanche troppo) occulta. E basta. Giuro, non c'è altro.
Così tra un Panariello che gioca con il Nintendo davanti ad una pila di Nintendo DS e un paio di Nokia marcati Alice, un giovane d'oggi che dice "blog" e uno che manda mms, un "flash mob" e una canzone dei Finley, si arriva alla fine senza divertirsi ne altro.
Ma perchè, quindi, arrivare alla fine? Carolina. Crescentini. Nuda. Sempre e comunque. E' li che gli sceneggiatori hanno dato il meglio di loro stessi, nell' inventare pretesti per far vedere tette e culi. Soprattutto quello della Crescentini.
Spiderwick Chronicles - 2008

Da queste parti appena si ha il dubbio che l'ennesima uscita fantasy non sia male ci si prova. Facevano ben sperare poi il Pomodorometro all'85%, e il trailer carino. Ecco appunto, avete visto il trailer? Il film è una versione prolungata del trailer. Nulla nel film viene approfondito più di quanto non lo sia stato nel trailer. Il che è il limite e la forza di SC, perchè se è vero che la trama è condensata all'inverosimile, l'introspezione è nulla e via dicendo, si evitano certe pretenziose e noiose tendenze da Signore degli Anelli wannabe che di solito vanno per la maggiore e finiscono per compromettere la riuscita del film. Storia ridotta, esercito di goblin ridotto, pretese ridotte, il regista ci getta subito nel mezzo dell'azione. Ecco, se LOTR è un gioco di ruolo pieno di tabelle schede e descrizioni SC è un hack n slash vecchio stile, di quelli che in sala giochi si giocavano solo con lo stick e un paio di pulsanti.
Diverte? Alla fine si, ma si dimentica in una mezz'ora.
Stardust - 2007

Qui il problema esattamente l'opposto di quello di Spiderwick Chronicles. Troppa roba, troppi personaggi troppa storia. La storia si sviluppa così come la racconteresti per riassumerla, non si approfondisce nulla, tutto viene sbattuto lì senza troppa attenzione. Andando avanti stupisce il cast, qualche trovata visiva, la freschezza della trama, ma non c'è davvero molto altro.
Anche qui ci si diverte se senza troppe pretese, e anche se ci vuole un pò di più a dimenticarsene ad andarsene per ultima è la sensazione di un occasione sprecata.
Vero come la finzione

Incipit fantastico, visivamente e narrativamente sorprendente, che fa sperare che il film sia tutto così.
Purtroppo non è così, e si ha la sensazione che girare un Kauffman for dummies abbia i suoi pro e i suoi contro.
Ma se si lasciano da parte aspettative e snobismi ci si gode un film estremamente gradevole, surreale, che ha nei suoi momenti di genialità e in un sorprendente Ferrel i suoi punti di forza. E un film che non può che piacere più di quanto dovrebbe. E' un complimento eh.
Juno

Carino. E' esattamente come ve lo aspettate se avete visto una commedia sundanceiana qualsiasi, solo forse non così bello come si diceva. Carina lei, carino lui, carini i genitori, carini i dialoghi, carino tutto. Solo ci si aspettava un pò di più. Meglio Little Miss Sunshine ad esempio. Ancora meglio vederli entrambi lasciando a casa le aspettative. E poi la colonna sonora sarà anche tanto indie ma che palle.
A Bloody Aria - Korea 2006

Inizio alla Funny Games, con tanto di exploit in un improbabile italiano. Poi il cantante lirico e la sua giovane allieva restano impantanati nel nulla. A "soccorrerli" ci penserà un gruppo di delinquentelli del luogo.
Un thriller insolito, prevedibilmente curato nella realizzazione e (nonostante il finale, stranamente più debole del previsto) sorprendente nelle scelte narrative,
Andare oltre nello svelare dettagli sulla trama rovinerebbe la visione.
La parte centrale, con il "capo" che si bagna nel lago cantando incurante della violenza della scena alle sue spalle è da brividi.

Reign Over Me

Adam Sandler versione seria. Come in Ubriaco D'Amore. Che è un filmone.
Reign Over Me non è un filmone, neanche ci si avvicina all'opera di Anderson, ma è tutt'altro che da disprezzare.
E' la cronaca di un amicizia ritrovata. Uno dentista di successo in piena crisi coniugale, l'altro ex compagno di college che ha perso l'intera famiglia nell'attacco alle torri gemelle. Sandler (che fà quasi sempre lo stesso personaggio ma lo fa bene) regge a dovere il film, che sorprendentemente (e fortunatamente) non calca la mano lì dove ci si aspetta. Niente manine che spuntano dalle macerie, vocine che chiamano "papà!", palazzi che crollano. La catarsi finale, pur minima e nonostante tutto inaspettata, è quindi emozionante perchè più vera e meno televisiva.
Exiled - J. To

No, non ne parlo di Exiled. Ve lo vedete e vaffanculo, che merita. Basti sapere che ci si spara e si muore tanto, che è come al solito una gioia per gli occhi, che gli attori sono al loro meglio, che la tipa che fa l'intrattenitrice a pagamento è bella davvero, che se si ha un pò di buon gusto si passa metà film con la bocca aperta in un oooh di meraviglia. Via, tutti a vedere l'intera filmografia di To

Inaspettata parentesi musicale:
Beirut - The Flying Club Cup - 2007
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Ovvero Zach Condon, giovanissimo musicista che a 16 anni ha lasciato casa e scuola finendo a suonare tromba e ukulele nei balcani. E solo ora mi rendo conto che nel mio passato di recensore di dischi ho sempre e solo parlato di roba rumorosissima, piena di gente che urla doppio pedale e distorsioni. Con il risultato che una cosa del genere non ho idea di come descriverla, quindi copiaeincollo:
A trumpet from Paris, farfisa organ, accordion, piano, ukelele, mandolin, glockenspiel, violin, cello, tambourine, The air powered organ I bought on twelth street, Congo drum donated from the neighbors....A broken microphone stolen from the university of new mexico.
Me ne vergogno, ma non ho voglia di fare meglio di così. Voi sul link passateci però.
http://www.myspace.com/beruit
http://www.beirutband.com/
Die Hard - Vivere o Morire (USA 2007) è come si dice in giro un sequel all'altezza delle aspettative. Solito Willis, solita tonnellata di inseguimenti proiettili vetri rotti e roba che esplode, il tutto condito da effetti speciali al passo con i tempi. Cause esterne mi hanno impedito di vedere il film con l'attenzione e la calma che avrei voluto avere, quindi rimando ad una seconda visione un parere più approfondito.
Baciami Piccina, con Neri Marcorè e Vincenzo Salemme, è una commedia sull'Italia degli anni 40, in cui un carabiniere deve scortare un truffatore con la passione per il teatro fino a Venezia, proprio durante l'armistizio. Gradevole, con dei bei momenti, e nulla più. Ne parlo principalmente perchè Salemme, per quanto spesso si avvicini al male assoluto, come attore "serio" è decisamente più credibile. Quasi bravo, in alcuni momenti.
Suxbad, da cui mi ero tenuto alla larga causa sottotitolo italiano, è invece divertente. Il pretesto è il solito, ovvero teenager sfigati e disavventure figa oriented. I tre sfigati del caso (ovviamente minorenni) promettono scorte di alcohol da portare alla festa organizzata dalle tre fighe di turno, a cui arriveranno dopo mille disavventure, amicizie ritrovate e botte prese. Se proprio dobbiamo dare un senso al tutto il passaggio alla vita adulta è visto in modo quasi amaro perchè inevitabile e blah blah blah. Un'ora e mezza di cazzo culo palle di traverso figa culo etc. Ma si ride, e va bene così.
Glory Road invece, è la cronaca della stagione di College Basket che per la prima volta vide dei giocatori di colore vincere il torneo. Cronaca amara di un passato tutt'altro che lontano, per i più nient'altro che l'ennesimo film sullo sport, per gli altri il racconto della più importante partita di college basket di sempre, reale inizio del basket NBA pieno di luci e colori che siamo abituati a vedere. Da un punto di vista tecnico/visivo si è cercato comprensibilmente di mediare tra il basket dell'epoca e l'atletismo di oggi, con risultati soddisfacenti. Da un punto di vista cinematografico invece si nota qualche guizzo inaspettato nella fotografia, per il resto siamo prevedibilmente nella media. Inutile dirlo, in alcuni momenti ho avuto i brividi, ma mi succede con quasi tutti i film sul basket.
Mi sono quindi trovato a pensare ai film sportivi e in particolare ai film sul basket più riusciti, stilandone una breve lista che spero qualcuno riesca ad ampliare.
Basta Vincere - Con Nick Nolte e soprattutto Shaquille O'Neal e Penny Hardaway, all'epoca stelle degli Orlando Magic. Nolte è l'icorruttibile coach in declino di una squadra di college. Suo malgrado, dovrà scendere a compromessi per giocare ad armi pari e conservare il lavoro.Shaq e Penny valgono da soli il film, che risulta comunque gradevole e ben girato.

Rebaund - La storia di Earl Manigault è invece molto meno conosciuto, nonostante Don Cheadle e Forest Withaker nel cast. Così come è meno conosciuto "The Goat" leggenda dei playground di Harlem negli anni settanta. Fermato solo da molte scelte sbagliate e da un problema cardiaco, non diventè mai professionista, ma secondo molti è stato il più grande giocatore di tutti i tempi.
Alto meno di 1,90, la leggenda vuole che scommettendo pochi dollari lo si poteva veder saltare a prendere una moneta poggiata sul bordo alto del tabellone. Non esistono purtroppo filmati di The Goat come giocatore.


Il film è obbligatorio per qualsiasi appassionato di basket non conosca la storia di Manigault, del Rucker e del basket di quegli anni. Cammeo di Garnette nei panni di Wilt Chamberlain (R.I.P.).
White Man Can't Jump, in italia diventato "Chi non salta bianco è", è, lo ammetto, il film che più di tutti ha segnato la mia adolescenza. Basket e scommesse sui playground nella prima metà degli anni novanta, con Wesley Snipes e W. Harrison al massimo della forma. Per motivi diversi si troveranno loro malgrado ad essere compagni di squadra sui playground di Venice Beach. Con uno Snipes prima del palo al culo servito per interpretare Blade, il film è un divertente e riuscito ritratto del basket da strada più cazzone. Imperdibile.

He Got Game, in slang "ha talento". Spike Lee firma un opera imperfetta ma vibrante sul rapporto genitore-figlio, sullo sport come unica via d'uscita così com'è per molti ragazzi in America. Dezel Washinghton, in carcere per l'omicidio della moglie, potrà guadagnarsi la libertà solo se riuscirà a convincere il figlio Jesus, astro nascente del basket liceale con cui non ha ormai rapporti, ad iscriversi al college indicato dal direttore del carcere. Da vedere nonostante i difetti, grazie ai Public Enemy in sottofondo, grazie all'eleganza e alla perfezione tecnico/stilistica del tiro di Ray Allen (ora guarda nei Boston Celtics), grazie a Spike Lee che alla fine è Spike Lee e i film in questo modo li gira solo lui, nel bene e nel male.

Restano fuori molti film di qualità altalenante e di interesse sicuramente minore, come "Coach Carter" con Samuel Jackson, "Che aria tira lassù" con Kevin Bacon talent scout in Africa, lo storico "Colpo Vincente" e decine di porcate per bambini o e film poco attinenti come "Space Jam", "Voglia di vincere" etc.
In attesa del live action ispirato a Slam Dunk (al quale dovrebbe partecipare il cinese Yao Ming, star NBA), dal quale stento ad aspettarmi un capolavoro, a quando un nuovo film sul basket degno di questo nome?
No, non ho chiuso il blog.
Semplicemente ho avuto altro da fare. Siccome il mio "altro da fare" attualmente si traduce nel mio "apprendistato" da tatuatore (ovvero sono chiuso in casa a disegnare e a diminuire la mia già scarsa vita sociale) ho avuto anche molto tempo da dedicare a nuove visioni.
Ratatouille (Brad Bird, USA 2007), ad esempio, è fantastico. Per il modo sorprendente e delicato con cui si tuffa in un argomento insolito come la cucina, per la completezza visiva e narrativa, per un paio di colpi di genio (su tutti l'ormai abusato flashback finale, commovente) e per il gran pregio di sbatterti in faccia la solita immancabile morale disney con un eleganza tutt'altro che comune. Non ho ancora volutamente stilato una classifica, ma quando e se dovessi farlo sarebbe in altro tra i capolavori dell'animazione contemporanea.
Citizen Dog (Wisit Sasanatieng, Thailandia 2004), invece, è l'Amelie made in Thailandia, una love story tenera e visionaria in cui Yod, provinciale in cerca di fortuna, si innamora di una ragazza che passa le sue giornate a spolverare e leggere un libro trovato per caso di cui non conosce la lingua . Più surreale, altrettanto riuscito e visivamente sorprendente del già citato Amelie, con un estro visivo simile solo a prima vista a quello di Jeunet nel suo essere tipicamente orientale, Citizen Dog è un ottimo modo per approcciarsi ad una cinematografia acerba ma già interessante e ricca di perle.
Com'è il cinema Thai? Per quel poco che conosco direi violento, crudo, rumoroso, rozzo e colorato, privo di consapevolezza ma con una propensione alla sperimentazione. Difficile dire se sia una sperimentazione orientata verso la commistione di generi coreana o se sfocierà nella divertente anarchia giapponese. Forse prenderà altre strade. Nel frattempo correte a vedere Citizen Dog.

Nel frattempo ho iniziato Dexter. Difficile dare un opinione completa dopo due soli episodi. Ma riesce a essere malato ambiguo e appassionante come poche cose.
Discorso diverso per Heroes. Divertente, appassionante, più adulto di quanto si potrebbe presumere, è a metà tra l'essere una delle migliori serie degli ultimi anni e la forte e persistente sensazione che narrativamente non decollerà mai più di come ha già fatto finora. Il che, ci tengo a precisarlo, a me basterebbe.
Blades Of Glory stupido oltre qualsiasi aspettativa, Ma.
Will Ferrel e il pattinaggio sul ghiaccio sono probabilmente le due cose meno avvicinabili del pianeta, e l'accostamento da solo basterebbe a reggere l'intero film (oddio tutto forse no, ma una buona metà si). Film che invece è pieno di riferimenti alle /botte alle/situazioni inerenti le/ tutine che mettono in risalto le/discorsi sulle palle, con Will Ferrel e il tipo di Napoleon Dynamite in un aderente tuta tempestata di paillettes che passano agilmente dal tenersi per le già citate palle durante pirotecniche evoluzioni sul ghiaccio ad una maschia e onesta amicizia ad idiozie varie ed eventuali. Fa ridere? Si, e molto.
Nel pieno del mood demenziale ho rivisto Waterboy, con Adam Sandler e Fonzie che fa l'allenatore di football, ma ve lo risparmio. Non vi risparmio però "Gli Scaldapanchine", film sul riscatto sociale con il tipo che appare in tutti i film con Adam Sandler, il tipo che ha fatto Napoleon Dynamite e qualcun altro che non ricordo. E' forse più stupido anche di Waterboy, ma cose come "Smettila di lanciare incantesimi!" detto dalla mamma ad un nano quarantenne nero e con un cappello a punta che si nasconde dall'ex bullo della scuola in un castello di carta e agita una bacchetta non sono da sottovalutare, Il film è pieno di cali, inizia piano e continua in modo stupido etc. Ma ho riso come un idiota.
Segnalo poi lo splendido cortometraggio "The Tale Of How", segnalatoci da Twitch e interamente scaricabile qui , ma lo faccio unicamente per sembrare meno stupido nonostante il post che sto per pubblicare.
Per il resto mi impegno a parlare nei prossimi giorni del centinaio di film che mi sono procurato ultimamente ma che mi ostino a non vedere perchè troppo preso dalla programmazione di Sky e da perle come Sos Tata, Cambio Moglie, America's Next Top Model, American Idol e So you Think You Can Dance. Il disprezzo che provo per me stesso in questo momento è pari alla vergogna che provo nel trattare l'argomento, ma sto cercando di uscirne.
Hype a gogo
Flashpoint, il nuovo film di Wilson Yip.
Il Calamaro e La Balena è un bel film su una famiglia sfasciata, sulle cose che ti porti dietro da bambino e ti prima o poi ti rovinano, o ti salvano. Ma siccome non si picchia nessuno, nulla si crea nulla si distrugge e soprattutto nulla si trasforma in macchina e poi in robot e poi in macchina non so scriverne se non per poche righe, quindi passo a
Harry Potter e l'Ordine Della Fenice, che è anche lui molto carino, e in più ci sono gli effetti speciali, quindi ne parlo volentieri. Non ho mai letto un libro di Harry Potter ne penso che ne leggerò mai uno, quindi la componente geek è quiesta volta contenuta. Tutto ciò che di compromettente ho fatto riguardante Harry Potter è stato:
1) Vedere tutti i film della saga, e trovarli comunque tutti apprezzabili.
2) Scoprire che l'attore che interpreta Harry Potter ha recentemente posato completamente nudo per un elegante servizio in bianco e nero insieme ad un cavallo. No, non scherzo affatto. E si, gli si vede benissimo la bacchetta magica.
3) Urlare "Stupificium" durante la proiezione agitando la cannuccia a mò di bacchetta.
4) Fantasticare frequentemente riguardo una mia iscrizione tardiva ad Hogwarts.
Confessate le mie colpe posso affermare tranquillamente che anche questo capitolo è stato divertente, esteticamente valido e, nonostante qualche taglio a cazzo di cane e qualche prevedibilità giustificabile, in gradi di tener viva l'attenzione per tutta la sua durata. Merito sicuramente di un'ottima ambientazione, di una caratterizzazione riuscita e di una storia tutto sommato semplice, ma comunque appassionante perchè inserita in un contesto complesso sfaccettato e credibile.
Va anche detto che siamo ormai al quinto film, e tra continui cambi in posizione di regia e aspettative sempre maggiori, un calo, pur minimo, sarebbe stato comprensibile. Incredibilmente ( e dico incredibilmente soprattutto alla luce del trend degli ultimi anni, bastino come esempio gli sfaceli di Star Wars e le cadute dell'uomo ragno e dei paireits di Jhonny Depp), il calo, finora, non c'è stato.

Intanto in un impeto di follia ho acquistato una quantità eccessiva di film thailandesi. Stay Tuned.
Il Codice Da Vinci, da cui mi ero tenuto coscientemente alla larga fino ad oggi, è un film meno noioso e lento di quanto mi era stato detto. Pieno di idiozie, si, ma vedibile. Il maggior difetto è proprio la valanga di inesattezze che (se hai almeno la terza media, e quella ce l'ho) non puoi non notare e che finiscono per annichilire ogni possibile forma di interesse. Il vecchio Ron di veramente buono ha fatto solo Happy Days e la figlia...
La terza stagione di Gray's Anatomy si è invece conclusa come prevedibile. Ovvero nel peggiore dei modi per ogni singolo personaggio. Vorrei per decenza nasconderlo, ma i pianti sono stati svariati anche questa volta. L'impressione però è che la serie sia sempre più a corto di modi intelligenti per portarti alle lacrime, e che inizi a puntare sulla violenza sul bambino orfano e malato che poi sembra guarito e ti dice ti voglio bene mamma anche se non sei la mia vera mamma e poi muore.

La prima stagione di Boris, so di ripetermi, è stata bellissima. Se Isaia Panduri, crudele e sfigurato dittatore del Burmini non vi fa ridere sono problemi vostri.
"Com'era sto secondo comandamento? Era...No era...Nun te crede de esse chissà che, eccolo! No...era...nun esaggerare...no,rispetta l'avversario! no no era...sii te stesso, sempre!" Biascica - elettricista.
A rendermi felice, nel frattempo, le notizie più o meno recenti riguardo la realizzazione del film di Yattaman, di Superauto Mach 5, dei Gatchaman, di Flash, di Iron Man. Si può avere un film sul Gattiger? O sul Trider G7, con il parco giochi / rampa di lancio.
Clear eyes, full hearts, can’t lose!!!
La ricerca della felicità è un film di Muccino, nel bene e nel male. E' un film onesto, che a tratti centra il bersaglio e per il resto scorre via innocuo, prevedibile nella sua struttura ed evoluzione e prevedibilmente empatico quando non può non esserlo. Will Smith, perchè negarlo, è bravo. Muccino, che aveva fatto intravedere barlumi di regia vera con L'Ultimo Bacio, qui si risparmia i virtuosismi ma fa il suo lavoro. Onesto continua ad essere l'aggettivo più indicato.
Piuttosto, da queste parti si apprezza Peter Berg, regista di cui solo di recente ho scoperto il valore collegando il suo nome a film visti e apprezzati negli anni ma di cui ignoravo il regista. Da queste parti poi è particolarmente piaciuto Friday Night Lights, di cui si è parlato tempo fa. Quindi
High School Team, nuovo acquisto del palinsesto Sky, vanta un curriculum non indifferente. Prodotta proprio da Peter Berg (regista anche dell'episodio pilota) e realizzata dalla Image (la serie 24, e la meno conosciuta Ti Presento I Miei), si presenta come il seguito/remake di quel Friday Night Lights di cui sopra e del relativo romanzo a cui il film si ispirava. I primi quattro episodi andati in onda finora fanno ben sperare. Le atmosfere rarefatte del film sono state mantenute, così come il carattere malinconico della narrazione e la splendida colonna sonora a base di Explosions in The Sky. Football studentesco, amori e tradimenti, drammi familiari e qualche eroismo si presenteranno puntuali, ma la qualità è di gran lunga superiore alla media. Evviva Peter Berg.

Ma nessuno ha visto il nuovo film delle tartarughe ninja?
Un Ponte Per Terabithia non è stato affatto male. Non abbastanza Goonies o Stand By Me da farmici affezionare ma neanche troppo Narnia.
Manuale d'amore 2 (Capitoli Successivi) invece, è un film inutile. Totalmente, inequivocabilmente inutile. Inutile come solo in Italia sanno fare, come noterebbe con disappunto anche lo stimato La Rochelle. E si, mi aspettavo di meglio, visto che sono tra quelli che hanno apprezzato il primo episodio. Si salvano gli attori veri, come Rubini, e le tette della tipa spagnola, Elsa Pataky. Bah.
Fighter In The Wind (Yang Yoon-ho, Korea 2004)
Premetto che da appassionato di arti marziali e di cinema affine, combatto la mia personale crociata contro l'uso di cavi ed effetti speciali dove grazia alla tecnica degli attori non sarebbero necessari. Se in alcuni film contribuiscono non poco al divertimento (Dragon Tiger Gate o Kung Fu Hustle, per citarne due a caso) certi espedienti finiscono in molti casi per essere rovinosi. Che bisogno c'era di far svolazzare Wu Jin in Fatal Contact? In alternativa le scelte migliori sono quelle moderate, alla Fearless o Sha Po Lang. Botte vere, tanta tecnica e qualche effettuccio qui e li.

Detto questo fa piacere vedere che qui si è optato per la scelta migliore. I combattimenti sono fisici, tecnici, spettacolari e ottimamente coreografati, e lasciano soddisfatti nonostante qualche incertezza registica proprio nelle sequenze migliori.
Tratto da un fumetto basato sulla vita di Choi Bae-dal, fondamentalmente è la storia di un coreano che prima ne prende tante dai giapponesi e poi ne restituisce con gli interessi sempre agli stessi giapponesi. Vedere un coreano diventare un eroe nella terra dei power ranger non può che far piacere. Narrazione leggera, tipa molto carina e molte botte sono i punti di forza della pellicola, insieme ad un edizione in cofanetto così kitch che se potessi permettermela non ci penserei due volte.

Transformers - Michael Bay - USA 2007
Come anticipato, solo qualche precisazione in aggiunta al commento fatto nel post precedente.
Transformers è ovviamente un film deprecabile da innumerevoli punti di vista. E' addirittura fastidioso in più di una occasione. Non credo che (giornalisti a parte) qualcuno potrebbe davvero sostenere il contrario. Ma qui non si tratta di cinema. Nessuno con un pò di cervello ne ha affrontato la visione con la benchè minima pretesa riguardo contenuti, spessore, valore cinematografico. Si tratta di Transformers. Si tratta di rivedere dopo anni dei robot enormi realizzati in modo incredibile trasformarsi in corsa, fare capriole e distruggere tutto. Il resto nemmeno lo ricordo. Se ad inframezzare le varie sequenze con i robot ci fosse stata una puntata di Nonno Libero con Lino Banfi il mio giudizio non cambierebbe di una virgola. In più c'è qualche battuta divertente, il protagonista tutto sommato simpatico e qualche culo. Michael Bay è l'anticristo (anche se non più di molti altri), e fin qui ci siamo. Ma valutare razionalmente tutto questo sarebbe inutile. Due ore di puro pretesto/propaganda militare/stronzate per mezz'ora di robot da restare a bocca aperta? Magari ne uscisse uno a settimana, di film così.
Ovvio, se i robot non interessano il film vale davvero poco. Solo che state parlando con uno che sogna di diventare ricco per spendere tutto qui.

La vera domanda è: visto che prima o poi potrei farlo, è più fico tatuarsi il logo degli autorobot o dei decepticon?
Un Nuovo Pc.
Dopo sette, otto anni. Che strano vedere un mp3 partire in meno di 8 minuti. Comunque, i'm back. Ho visto un pò di film ma a quest'ora non ho nulla di intelligente da dire a riguardo, per cui mi limiterò a questo:
Oh My God! - Kim Jeong-Woo - Korea 2006 Meno romanticismo adolescenziale e più umorismo demenziale. Una studentessa alla ricerca del vero amore viene salvata dal belloccio superficiale e imbranato di turno, e decide che in un modo o nell'altro passerà la vita con lui, che è di tutt'altra opinione. Si ride, e, se siete ben predisposti, si fa vedere piacevolmente.
Notte prima degli esami - Non chiedete. Brutto. Non che mi aspettassi di meglio, ma è proprio brutto brutto.
The Illusionist - The Prestige mi è piaciuto, nonostante la previdibilità del tutto. Ma qui siamo su un altro pianeta. La peggiore puntata di Settimo Cielo al confronto è contorta e sorprendente. Probabilmente il film più ovvio che mi sia capitato di vedere. Peccato, perchè le premesse erano buone, il cast anche e via dicendo.
Welcome To Dongmakol - Ne ho rimandato a lungo la visione, e a torto. Bello, intenso e divertente, nonostante la trama tutto sommato già vista (mi viene in mente il bellissimo "The Bird People In China", tanto per dirne uno) basata sul triste contatto tra la violenza delle popolazioni "civilizzate" e la purezza della vita di una volta. Ma i tocchi di classe non mancano, i mille volte citati pop corn neanche (e non si tratta neanche della sequenza migliore), si può chiedere di meglio? (No, vedetelo.)
Bloody Tie - Diciamo che forse per introdurre mia zia al cinema coreano avrei potuto scegliere un altro film. Ma è piaciuto anche a lei. Violento, crudo, pieno di rimandi ai polizieschi anni settanta, nella musica e nelle inquadrature. Bello, ma non mi ha esaltato come avrei creduto.
Eragon - Storia troppo sottile, protagonista da boy band e drago doppiato dalla velina bionda. Vedere draghi spade e magie varie è sempre divertente, ma si dimentica in pochi minuti.
Ugly Betty - Stagione 1- Divertente come si diceva, pungente e scorretto quanto basta nonostante il buonismo di fondo. Il nipote di Betty, il suo abbigliamento e il sarcasmo dell'assistente gay valgono la visione. "Carino il tuo assistente, io ne ho uno uguale marrone"
Happy Feet - E' bello come si dice in giro.
Hot Fuzz - Il film dell'anno. Che dico, del decennio, anche di più. Forse no, ma è una bomba. Come Shaun Of The Dead, meglio di Shaun Of The Dead, girato come il miglior film d'azione che possiate immaginare ma mille volte più divertente. Sparatorie a mezz'aria, teste mozzate e umorismo inglese come se piovessero. Bello bello bello bello.
Imprint - Oh, è Miike, quello giapponese che fa i film giapponesi pieni di sangue. Non vedetelo, che tanto non vi piacerebbe perchè non capite un cazzo. (Lo so, sono acido, ma mi viene così. Per la cronaca, è bello).
Ricky Bobby - Tanta America, Sacha baron Cohen, Will Ferrel e tanti dialoghi su Gesù. Poteva non piacermi? No, e infatti mi è piaciuto.
Grindhouse - Bello. Si, faccio parte di quelli a favore. Con le loro stesse motivazioni. Kurt Russel, ad esempio. E i culi.
I'm A Cyborg But That's Ok - Di questo film vorrei parlarne per bene, che tanto l'ho atteso e tanto ci ho sperato. So che non lo farò mai, principalmente per pigrizia, quindi mi limito a dire che
E uno spettacolo per gli occhi. E non solo.
Fa piangere, e non solo.
Fa venire voglia di costruirsi delle maschere di cartone.
Fa venire voglia di abbracciare Park e dargli tante merendine del mulino bianco messe qualche secondo nel forno a microonde (quelle con la crema) così sono più buone, e chissenefrega se non è come Lady V o come OldBoy o come vostra sorella stronza.
Ah, dimenticavo. Stasera ho visto TRANSFORMERS. Com'è? Magari poi con calma ci penso e vi dico. Intanto dico che è stupido come previsto, filoamericano, irritantemente virato verso la comicità più user friendly, e per i miei gusti parlano anche troppo.
In sintesi è una bomba, i robot sono enormi, esplodono un sacco di cose e tutto si trasforma come nel più bello dei sogni da bambino, per qualche minuto è tutto ciiò che potrei desiderare da un film. Voglio una Camaro gialla.

Ho visto Tzameti. Bello il cambio di registro, bella la parte centrale. Scelte stilistiche discutibili, ma valeva la pena. Ho visto Little Miss Sunshine. Bello anche questo. Bello tutto, più di quanto immaginassi. Ho visto Jade Warrior, e mi è piaciuto anche questo. Forse ne parlerò più avanti. Ho visto anche Zodiac. Me lo aspettavo completamente diverso, a causa oltre che delle precedenti opere di Fincher, del solito trailer ingannatorio e del mio voler leggere il meno possibile dei film che vedrò al cinema. Meglio così. Bello, maturo, Ohdaesu ne ha parlato come farei io se non lo avesse fatto lui. Quindi linko. Ho visto la prima, ottima serie di Prison Break, Ho visto Brave Story, anime dello studio gonzo bello da vedere ma scritto a cazzo di cane. Soprattutto, ho visto le prime 6 puntate di
Boris - Stagione 1
Renè Ferretti (di solito voce di Grissom, di George Clooney o, per dire, del Rosso Senzabraghe di Mucca e Pollo) è un regista. Ormai rassegnato, gira senza troppi problemi qualsiasi fiction spazzatura gli venga proposta. Sta girando "Occhi del Cuore 2", a base di stupri tradimenti amori e gelosie. Alessandro è uno stagista pieno di belle speranze. Stanis e Corinna, due divi delle soap. Biascica, un poco affabile tecnico delle luci.
Una serie geniale. Scorretta, cattiva, polemica, ben girata, ben recitata e soprattutto divertente. Così tanto che non mi stupirei se fosse un mezzo fiasco dal punto di vista degli ascolti.
Stanis La Rochelle eroe personale.