Russian Roulette

io sono tetsuo and i've got the power of grayskull

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sabato, 30 luglio 2005

Crying Fist  - Seung-Wan RYOO - Kor 2004 

Tae-shik, un tempo un grande pugile, è ormai un uomo fallito. Distrutto dai debiti e ormai senza un lavoro, viene allontanato anche dalla mogle. Si guadagna da vivere per strada facendo da sacco da allenamento vivente. Chiunque può sfogarsi su Tae-Shik per pochi Won.

Sand-Hwan è un giovane ribelle e violento. Durante l'ennesimo furtarello, verra preso dalla polizia e messo in carcere. La morte del padre gli darà il colpo definitivo.

L'unica via d'uscita, per entrambi, sarà la boxe.

Crying Fist, inevitabilmente, commuove.

Le storie di entrambi scorreranno parallele, tristi, senza toccarsi, fino al prevedibile, si, ma comunque lancinante colpo basso conclusivo del regista.

Che per altro gira da dio, filtrando tutto in modo da renderlo più luminoso, preferendo le inquadrature meno scontate eppure restando classico, cedendo all'effetto videoclip solo quando deve.

Inizio a pensare che Choi Min-Sik non sia poi così male come attore. Splendido, così come il resto del cast.

Tenetevi pure il vostro Million Dollar Baby. Crying Fist è uno dei più bei film che abbia visto negli ultimi anni.

Altre foto ne rovinerebbero solo la visione.

Qui il sito ufficiale.

 

killed by: ichi a 17:14 | link | |

giovedì, 28 luglio 2005

Arahan - Ryu Seung-Wan - Kor 2004

Un poliziotto, debole e succube dei superiori, decide di imparare le arti marziali per vendicarsi dei pestaggi a cui è continuamente sottoposto. Presto però dovrà fare i conti con un nemico ben più pericoloso...

Nonostante un regista, Ryu Seung-Wan (Die Bad, No Blood No Tears),  di cui pur non avendo visto nulla ho sentito parlare solo bene, le recensioni quasi sempre negative trovate in giro per la rete contribuivano alla mia indecisione riguardo l'acuisto di Arahan. Alla fine la voglia di vedere gente che si picchia ha avuto il sopravvento.

Per circa cinquanta minuti però la paura dell'ennesimo acquisto azzardato ha preso vita. Arahan è (anche) una commedia piuttosto demenziale, infarcita di comicità spicciola e basata interamente sulle sfighe del protagonista. Qualche gag funziona, altre meno. Gradevole, ma non abbastanza da giustificarne la visione.

Poi però per fortuna si cambia completamente registro, e per la restante ora non c'è spazio che per calci volanti, spade, esplosioni, salti da grattacieli, salti in grattacieli, gente che vola, surf sulle pareti, sangue guerrieri leggendari e onde kamehame. Esattamente quello che cercavo.

Dimenticate l'eleganza dei combattimenti di Hero, e non pensate al "realismo" di Ong Bak. Qui le arti marziali sono quasi un pretesto per dar vita a coreografie degne (probabilmente migliori) di Matrix, con in più un gusto tutto orientale per l'essere cool e la vene demenziale che comunque resiste lungo tutto il film. Quindi le persone rimbalzato di parete in parete, ruotano vorticosamente, spostano gli oggetti con la forza della mente.

Incredibilmente il taoismo in versione metropolitano funziona, le scene di combattimento sono (nel genere) ai massimi livelli, gli effetti speciali convincenti. E soprattutto la sindrome di Dragonball (ovvero il fomentarsi non tanto per le botte in se, quanto per le grida prima di ogni colpo, sferrato poi immancabilmente a mezz'aria e non senza qualche pirotecnica conseguenza) fa il resto.

Date on occhiata al poster qui sotto. Se all'immagine di Yoon So-yi (l'ho detto che è carina?) in piedi su un lampione con una spada nella mano vi viene da pensare, non a torto, ad una vaccata di film, lasciate stare. Altrimenti procuratevi Arahan  

Qui il sito ufficiale.

Listening to: The Spectacle "Rope and Guillottine"

 

killed by: ichi a 02:11 | link | |

martedì, 26 luglio 2005

Running On Karma - Johnnie To, Wa Ka Fai - 2003

E' un film decisamente strano. Sicuramente più complesso di quanto immaginassi.

Riportarne la trama in poche righe (vista l'ora), è un impresa quantomeno ardua. Ci provo lo stesso.

Big è un culturista con un passato da monaco buddista e la capacità, in seguito all'omicidio della sua più cara amica, di vedere il karma. Quando però, durante uno degli spogliarelli con cui si mantiene, viene a contatto con una giovane poliziotta, ne "prevede" la morte violenta. Memore del passato, Big decide di proteggerla.

La solita perizia scenica di To, la prevedibile attitudine noir, una ruffiana propensione verso l'incasso facile, arti marziali e combattimenti con i cavi, pulsioni supereroistiche  e un inaspettata vena buddista. Running On Karma lascia interdetti, se non altro per l'inusuale commistioni di generi, scelte narrative, soluzioni registiche.

L'inizio è divertente, il personaggio dell'indiano meriterebbe un film tutto per lui. Poi la parte centrale, una semplice, inutile ripetizione, mero intrattenimento visivo. E poi l'imprevedibile svolta verso concetti e situazioni tutt'altro che facili. Si parla di karma, di religione e fede, del concetto di vendetta stesso. Trattati in modo rapido, è vero, ma sempre intelligente.

Andy Lau è inguainato in una tutina plasticosa ma diverte, Cecilia Cheung è carina.

Giudicare in senso assoluto un film come Running On Karma sarebbe stupido, oltre che difficile. Consigliato, se non altro per decidere da che parte stare. 

 
 
 

 

 

killed by: ichi a 01:06 | link | |

lunedì, 25 luglio 2005

Jin-Roh - Uomini E Lupi - Hiroyuki Okiura - Jap 2004

Scritto da Mamoru Oshii (Ghost In The Shell, Avalon), Jin Roh nasce come spin-off del manga dello stesso Oshii. Come condizione per accettare la regia del film Okiura (Ghost In The Shell) ha posto solo due condizioni. La prima, che si trattasse di una storia scritta appositamente. La seconda, che parlasse dell'amore tra un uomo e una donna.

In un Giappone post bellico alternativo, in cui è il regime fascista e militarmente oppressivo è la norma, la popolazione vive di continue rivolte. Fuse fa parte del corpo speciale addestrato per sedare la guerriglia interna. Proprio durante una rivolta, Fuse sarà però chiamato a sparare ad una ragazzina, corriere per conto del gruppo chiamato "Red Riding Hoods". Di fronte all'esitazione di Fuse, lei farà detonare la bomba, togliendosi la vita.

Jin-Roh è una storia di inganni, di giochi di potere e rivoluzione. E un film lento, complesso, di una violenza spesso straziante nel suo realismo.  Si trascina si lentamente, ma forte di un inevitabilità che ha molto a che fare con la disperazione, tra colpi di scena e lacrime fino all terribile (e splendido) finale.

Pur essendo l'unica produzione recente realizzata quasi interamente senza l'aiuto del computer, visivamente Jin-Roh risulta perfetto sotto qualsiasi punto di vista. Effetti come il fuoco, la pioggia o il respiro stesso, da sempre incubo di qualsiasi disegnatore, trova qui lo stato dell'arte. Per capire cosa intendo, oltre agli effetti citati finora, date un occhiata alla sequenza dell'addestramento vista attraverso gli infrarossi.

La cosa strana è vedere come gli unici effetti realizzati con l'aiuto del computer siano una panoramica  e il tram che spesso si vede passare lungo tutto il film. Probabilmente le uniche sequenze che sarebbero costate uno sforzo minimo agli animatori.

Sicuramente la versione più bella della favola di Cappuccetto Rosso che mi sia mai capitato di sentire.

Qui il sito ufficiale.

Se non sapete dove buttare soldi date un occhiata qui.

 

killed by: ichi a 00:41 | link | |

giovedì, 21 luglio 2005

Nessun film da recensire. Oggi di sicuro vedrò qualcosa...
In realtà qualcosa avrei anche visto. Ma non credo scriverò mai di "Natale in India". Ne di "Hot Chiks". Non chiedetemi perchè li ho visti. Capita, anche se non dovrebbe.

Mi è arrivato Kung Fu Hustle. E mi è arrivato per la terza volta "One Night In Mongkok". E per la seconda "The Eye". Ve li cedo volentieri, 10 euro il primo e 5 il secondo, più le spedizioni. All region sottotitolati in inglese.

Ormai le cose che ordino o mi arrivano in tre copie, o non mi arrivano per niente.

Ho provato l'ebbrezza di espletare funzioni corporali giocando a "Wipeout". Un esperieza edificante.

Soprattutto, mi è stata regalata una cosa bellissima.

La fibia dei Transformers.

La trovate qui

...

Si, e allora?

Ok, ridete pure, vedremo quando sarete lì accanto a me che vedo Miike in metropolitana con la cintura dei Transformers. Tse.

Pausa di riflessione, ci sono i Griffin. E Doson Cric.

...

Fine della pausa. Doson è un idiota. Ma leì è più odiosa. Spero la investano con la Batmobile. No, non l'ho scoperto adesso che sono due imbecilli, ma fa sempre bene ribadire certi concetti.

I consigli del giorno:

Ghetto Brawls - Usa 2005

Un ora di gente con la carnagione scura e il ritmo nel sangue che si picchia. Il bello è che quasi mai hanno un motivo per farlo.

Decisamente istruttivo. Ho imparato che mettere ovunque quella parola politicamente scorretta che però vuol dire "ragazzaccio dalla pelle scura" indica una certa irritazione. Ho imparato che se una donna mette quella parola alla fine di ogni frase e ha un coltello in mano magari non è il caso di dirle quell'altra parola che inizia con la b che significa "donna di dubbia simpatia che si mantiene in modi che poco si addicono ad una signora".

Soprattutto ho imparato che evidentemente c'è gente che paga per vedere sta roba.

D'altro canto c'è anche gente che compra ipod mini. E li perde, per giunta.

Baywatch - Matrimonio Alle Hawaii

In un paio d'ore cè spazio per tette strizzate in ridottissimi costumi, morti che ritornano,tette siliconate, ninja, cloni, ancora tette, vendette, gelosie e qualche tetta.

Da vedere (oltre che per la quantità di tette) per il fatto che la trama è LA PIU' STUPIDA mai concepita. In assoluto. Kitamura ne andrebbe pazzo.

E poi c'è Michael Night della fondazione Night. Bei tempi, quelli...

(domani scriverò un post sensato, lo giuro)

killed by: ichi a 14:33 | link | |

domenica, 17 luglio 2005

The Eye - Pang Bros - 2002

Seconda visione a distanza di anni. Questa volta in lingua originale.

Mann, cieca fin dall'infanzia, torna a vedere grazie ad un trapianto di cornea. Ogni cosa per lei è nuova, emozionante. Ma si accorgerà presto di poter vedere anche ciò che normalmente l'occhio umano non vede...

Il mio primo horror orientale, almeno credo. A quanto ho letto, The Eye è basato su una storia vera. Le stesse "visioni" di Mann sono tutte tratte da denunce fatte negli ultimi anni.

Mi era piaciuto allora, mi è piaciuto anche adesso. A volte scade inutilmente nel melodramma, certe sequenze sono totalmente inutili, altre decisamente ingenue. Ma il soffermarsi anche sugli aspetti più realistici della guarigione di Mann, ancor più che sulla malattia stessa, è un idea riuscita. Per quanto immaginifico, infatti, il tutto risulta stranamente credibile. Il coinvolgimento non può che risentirne positivamente, e così la tensione, alta lungo tutta la durata del film.

La stanza che cambia sotto gli occhi di Mann, la lingua della donna sul vetro, la sequenza dell'ascensore, sono solo gli ennesimi, evidenti esempi del grande talento visivo dei fratelli Pang, che non lesinano finezze (l'ombra della sedia nella stanza di Mann o il tizzone nel finale) ne classici ma sempre validi colpi di scena. Adoro il loro modo di posizionare le telecamere.

Se si è disposti a sopportare le solite incoerenze a cui i Pang ci hanno abituato, il film, nel genere, è uno dei migliori.

Sono curioso di vedere se The Eye 2 e The eye 10 hanno fatto un passo falso come si dice in giro...

In stereo: madball (romantic mode on)

killed by: ichi a 16:52 | link | |

giovedì, 14 luglio 2005

Venghino siori venghino, che il mercatino continua:

Infernal Affairs 1 - 2 - 3, il primo all region i due seguiti regione (credo) 3, ma tutti sottotitolati  in inglese vendesi. Tutti in ottime condizioni (sono come nuovi). 

Il vostro lettore dvd sul computer li legge tutt'e tre senza problemi.

Anche il mio lo farebbe, se ne avessi uno.

Prezzo? facciamo 10 euro l'uno, con ampi sconti a chi li prende tutti e tre.

Hana e Alice, all region, ma senza sottotitoli ne in italiano ne in inglese. Lo so, dovrei leggere le specifiche dei dvd che compro. Se qualcuno di voi mastica le lingue quelle scritte strane si faccia avanti. Nuovo anche questo, con slipcase. 8 euro, che io non ci farò mai nulla...

Aggiungo:

Samaria, All region. Sul mio lettore per metà film i sottotitoli in inglese scompaiono magicamente. Se la cosa non vi dovesse importare lo vendo a 10 euro. Se sarete carini con me anche meno. 

Running On Karma, di To,  regione 3, sottotitolato in inglese. Come nuovo, 10 euro.

Musa The Warrior, all region, sottotitolato in inglese (vendo causa doppio acquisto), 10 euro. 

One Night In Monkok, regione 3, sottotitolato in inglese, come nuovo, 10 euro.

Per chi prende tutto una foto autografata di Valeria Marini (ce la metto davvero, non scherzo).

killed by: ichi a 16:42 | link | |

mercoledì, 13 luglio 2005

Le conseguenze dell'amore - Paolo Sorrentino - Ita 2004

Non ho una passione per il cinema italiano. I pochi registi nostrani che trovo validi non bastano a risollevare una situazione decisamente deprimente. Ancorati a stilemi anacronistici e soprattutto mal sviluppati molti, semplici imitatori gli altri. I registi italiani si fanno valere molto, troppo di rado. Non ho visto il primo lavoro di Paolo Sorrentino, non ne conosco l'età, la storia. Ma "Le conseguenze dell'amore" è un film eccezionale, capace di incollare allo schermo, di coinvolgere, commuovere e  torcere lo stomaco, tutto insieme, come ultimamente solo il cinema orientale ha fatto.

Vedetelo tutto d'un fiato, gustatevi ogni rivelazione, ogni inganno. Non leggete nulla della trama, io la riporto, qui sotto, solo per dovere di cronaca.

Titta Di Girolamo, silenzioso, austero uomo di mezz'età, vive ormai da otto anni in un albergo, in Svizzera. Non vede nessuno, la sua famiglia lo ignora, non parla con nessuno neanche durante le lunghe giornate al bar dell'albergo. Ma sotto una facciata fin troppo piatta si nascondono segreti oscuri e drammi inaspettati. Sarà la barista del bar, che Titta ignora da sempre, a rimettere di nuovo in gioco tutto. Le conseguenze dell'amore, non vanno mai sottovalutate...

Un noir, livido e chiassoso, pur nel silenzio generale. La fotografia, finalmente, curata all'inverosimile. La telecamera compie giri impossibili su inquadrature oblique. Finalmente un italiano gestisce al meglio i colori, i filtri, le musiche. Nella mia profonda deviazione mentale ho provato, socchiudendo gli occhi, ad immaginare attori con gli occhi a mandorla nelle scene del film. Si, tutto è così perfetto che ci sarebbe da confondersi. 

Tony Servillo (Titta Di Girolamo) ha classe da vendere. Paolo sorrentino solo un talento smisurato. Finalmente, un italiano confeziona un film moderno, quasi ruffiano in certe scelte visive e sonore,  e autoriale fino all'osso, sofferto e romantico all'inverosimile.

Ho iniziato a vederlo alle due e trenta, la scorsa notte. Prima delle quattro passate non ho staccato gli occhi dallo schermo. 

Il sito ufficiale

Listening to: Coheed and Cambria, la nuova canzone. La trovate qui.

killed by: ichi a 18:55 | link | |

lunedì, 11 luglio 2005

L'acquisto del giorno:

 

Penso a quando ci guarderò la signora vendetta. In metropolitana. E rido. 

Poi penso che dovrò pagarla. E smetto di ridere.

killed by: ichi a 10:17 | link | |

domenica, 10 luglio 2005

Hypnotized - Kim In-Sik - Kor 2004

Non sapevocosa aspettarmi da Hypnotized. Recensioni poitive da una parte, il parere negativo di stranestorie e di parte del pubblico dall'altra.

Ji-su soffre di personalità borderline. Suk-won, il suo psichiatra, è costretto ad abbandonare il lavoro prima di riuscire a guarirla. Si incontreranno per caso, un anno dopo.

L'impatto iniziale è come ormai d'abitudine splendido. Visivamente curato in ogni dettaglio ed estremamente raffinato. L'ossessione per i riflessi, le allucinazioni (splendide), le inquadrature, tutto è perfetto e contemporaneamente sognante, surreale. Hypnotized confonde, con continui flashback, posticipando le spiegazioni, mescolando le carte. In giro l'aggettivo più usato per recensire Hypnotized è, guarda un pò, "Lynchiano".

Adesso, un film orientale sarà, già di suo, a prescindere dalla nazionalità, dal target, dal regista, comunque più complicato da seguire di un film occidentale. Meno didascalico se vogliamo. Meno "cervello medio oriented". E va bene eh, fa parte del fascino orientale, della loro cultura, è uno dei mille motivi che mi spinge a considerare il cinema orientale "migliore" degli altri.

Però ce un limite. A tutto.

E un orientale NON PUO' fare un film "Lynchiano". Che poi quando vedo un film di Lynch io abbia quasi sempre attacchi di ira misti a crisi epilettiche è un altro discorso.

Io abito in provincia. Ho avuto la fortuna, anni fa, di lavorare in ben due videoteche. Avete presente il tipo a cui chiedete "oh cell'hai il film quello con coso dai, quello biondo, che ha fatto il film co Julia Robins. Oh, dai quello ndo ammazzava uno e poi quello je faceva che uno...oh, dai, hai capito quale?", per poi ripiegare su "Vacanze di natale 2000" perchè: "Oh, l'ho visto co mi moje a Frascati, me so tajato, famm'oo rivedè" (Trad.: "Ebbi al fortuna di passare una piacevole serata, con la mia consorte, in quel di Frascati, al cinema, durante la proiezione del suddetto film., e non vedo l'ora di ripetere l'esperienza.").? Avete presente quel povero giovane sottopagato? Ecco, quello, per un paio d'anni, sono stato io.

Una volta (non chiedetemene il motivo) mi sono ritrovato intrappolato in una conversazione con un cliente, che aveva noleggiato (immagino scambiandolo per un porno) Mulholland Drive. Il suo commento (che ovviamente riporto solo in parte e tradotto dove necessario per risultare comprensibile ai più) è stato più o meno questo:

"Nsomma me so visto sto film co mi moje. Me lo sò visto tutto. Mancavano, che ne so, dieci minuti. Allora mi moje stava tutta stranita che stava a guardà e nc'ha capito gnente, e io a ncerto punto mentre quella (la protagonista del film, non la moglie.N.d. Ichi) sta a vede no spettacolo co na specie de scatoletta, me arzo e me ne vado a magna. E mi moje, che nun ce stava a capì na mazza, me fa: "Oh, Benì (ehm...Benito, questo il nome dell'eroico spettatore N.d. Ichi), ma come, te lo sei visto tutto, mo sta a finì e te te ne vai?". Allora io j'ho detto "Aoh, questo (Lynch, sempre N.d. Ichi) fa come cazzo je pare, e mo faccio come cazzo me pare pure io!". Tanto la porchetta è bona pure fredda..."

Ah, la saggezza popolare...

Ok, Hypnotized. Non è così  male, ma non è un capolavoro. Spesso è poco chiaro e finisce per risultare freddino. Poi è ben diretto, c'è qualche bella trovata, ed è recitato complessivamente bene (l'inaspettatamente prosperosa protagonista è combattuta tra l'inespressività totale e l'innaturale eccessività. Ma quando è nuda non si nota). E le scene davvero memorabili (più di qualcuna) ci sono. No, non parlo di "quelle" scene. Una visione la merita.

In stereo: JrEwing "Maelstrom"

 

killed by: ichi a 15:08 | link | |

mercoledì, 06 luglio 2005

Amami se hai coraggio - Yann Samuell - Francia 2003

L'ho visto al cinema, un paio d'anni fa. Ora è uscito in versione economica.

Julien e Sophie, 8 anni. La madre di lui vola in cielo come promesso, lei, polacca, continua ad essere amarginata. Per allontanare i problemi quotidiani inventano un gioco, in cui sfidarsi a vicenda a compiere le azioni più audaci e pericolose. In premio, una scatola di caramelle regalata aJulien dalla madre. Una volta iniziato però, sarà difficile smettere, rinunciare a ciò che tanto li unisce e li fa sentire protetti. E una volta dulti, dichiarare i propri sentimenti sarà sempre più difficile.

Jeux d'enfants (così in originale) visivamente somiglia, e molto, all'Amelie di Jeunet. Molto, si, forse troppo. I colori, l'uso della computer graphic, le inquadrature. Perfino la voce fuori campo. Senza contare la chiara influenza del Trainspotting di Boyle. A molti potrà dar quasi fastidio. A me, che amo il film di Jeunet, piace. E me ne frego se a volte si ha l'impressione che l'ispirazione sfiori il plagio. Soprattutto se Yann Samuell (non ho idea di chi sia ne di cos'altro abbia fatto) dimostra di avere gusto, e talento da vendere.

A dispetto di un impatto visivo come detto fin troppo derivativo (anche se splendido e curato fin all'inverosimile, forse più di quanto non lo fosse "Amelie") l'ideaa di base è decisamente originale.

L' alternarsi di risa, lacrime e romanticismo, funziona. Spesso commuove, e stupisce. Julien e Sophie si rincorrono, fino a sfiorarsi, per poi allontanarsi di nuovo, appena il rischio di dover crescere aumenta.

Fa strano vedere un film in cui le buone idee sono per una volta distribuite e gestite nel modo migliore, e se qualche incertezza nella parte iniziale è perdonabile (vedi i dialoghi fin troppo artificiosi), proprio nella parte finale il tutto prende corpo come meglio non potrebbe. Alcune sequenze valgono da sole la visione del film.

E poi è la prima volta che vedo un uso nuovo e intelligente del rallenty stile matrix dai tempi di matrix.

In stereo: Killing The Dream "i rewrote" ; The Books

killed by: ichi a 20:13 | link | |