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mercoledì, 24 agosto 2005

 

Quando tutti sono ormai tornati, io parto.

Dall'ultimo aggiornamento ho visto Sex Is Zero, ovvero l' American Pie coreano, Guns And Talks, ovvero film consigliatomi (in realtà mi ha ordinato di comprarlo) dalla signorina stranestorie , e la prima serie di Alias,  prestatami dal bassista di questo gruppo qui, e inaspettatamente avvincente.

Per ingannare l'attesa, durante la mia pur breve assenza, una visitina qui non può che aiutare.

E casomai qualcuno, per un motivo che momentaneamente ignoro, volesse farmi un regalo, questo sarebbe decisamente gradito.

A presto.

 

killed by: ichi a 04:27 | link | |

venerdì, 12 agosto 2005

The Bird People In China - Takashi Miike - Jap 1998

Un impiegato giapponese, uno yakuza e la loro guida in cina, alla ricerca di un giacimento di giada in uno sperduto villaggio lontano dai condizionamenti della civiltà, finiranno per mettere in discussione loro stessi. Il tutto tra misteriosi uomini volanti...

Un film lontanissimo dal solito Miike, eppure profondamente personale, poetico, dove la delicatezza dei gesti e degli sguardi sopperisce pienamente alla mancanza di sangue e violenza che ci si aspetterebbe dal regista nipponico. Da vedere, qualsiasi cosa ci si aspetti.

In stereo: Every Time I Die "Gutter Fenomenon"

 

killed by: ichi a 22:26 | link | |

mercoledì, 10 agosto 2005

Battlefield Baseball - Yudai Yamiguchi - Jap 2003

"It's purposely, triumphantly stupid" -- Eric Lundegaard, Seattle Times.

La squadra di baseball del liceo Seido, guidata dal suo preside e dal battitore Gorilla, sogna il Koshien. Sulla loro strada però troveranno il liceo Gedo, squadra di zombie che vince le partite uccidendo gli avversari. Al Seido non resterà che affidarsi a Jubeh Baseball, studente ribelle dal passato misterioso, in grado di lanciare la terribile Super Tornado.

Basato su un manga di cui non ho mai sentito parlare, Battlefield Baseball è una commedia demenziale con zombie armati di motoseghe, arti marziali e gente che muore non troppo seriamente. Di baseball neanche l'ombra. Io ho riso.

Il solo fatto che la metà dei personaggi muoia almeno un paio di volte mi ha fatto piacere questo film. Il fatto che il fedele ricevitore Bancho muoia tre volte, e che per tre volte venga interpretato da un attore diverso, anche. Per non parlare del combattimento tra Jubeh e la mamma di Quattrocchi, o degli strazianti flashback cantati. I dialoghi poi sembrano scritti da quello della pubblicità del cavallo goloso.

- Head Teacher! You're alive!

- Yes! I've returned as a cyborg, thanks to advanced technology!

E poi amo Tak Sakaguchi, quello di "Versus". Qui fa Jubeh, ma le espressioni sono esattamente le stesse. In realtà vorrei fare il figo e farvi notare la "sottile" citazione insita nella locandina di Battlefield Baseball nei confronti del capolavoro di Kitamura, ma ve lo risparmio.

Ora, potrei anche parlare di:

- La mamma di Quattrocchi esperta di arti marziali e armata di martello gigante.

- Gorilla, e soprattutto della sua trasformazione in Robogorilla.

- Suuupaaaaa Toooornadoooooooo.

Ma sono le quattro di notte, e non direi nulla di sensato.

E niente foto decenti, accontentatevi.

 

killed by: ichi a 02:55 | link | |

martedì, 09 agosto 2005

Save The Green Planet! - Jang Jun-Hwan - Kor 2003

Byung Hu è convinto che gli alieni siano tra noi, e per giunta senza la minima intenzione amichevole. Con l'aiuto della fidanzata Soo-ni Byung Hu decide quindi di rapire Kang Man-Shik, presidente di un azienda chimica, e, ai suoi occhi, alieno in incognito.

Ne hanno parlato qiasi tutti, e tutti bene. Me lo aspettavo diverso, ma anche questo lo hanno detto tutti. Probabilmente però a colpirmi di più è stato forse lunico l'aspetto che dalle recensioni che ho letto in giro tende a rimanere in ombra, e per questo quello a cui ero meno preparato. Quello che nessuno dice è che Save The Green Planet! è anche un film profondamente triste, straziante. E se dovesse capitarvi di trattenere a forza le lacrime, non stupitevi più di tanto. Non ha caso un attore come Shyn Ha-kyun, maschera disperata del magnifico Sympathy For Mr Vengeance, è di nuovo perfetto nei lunatici complicati panni di Byung Hu.

Ormai è chiaro a chiunque abbia letto anche solo una recensione di STGP!. Il film in questione è una spiazzante e perfettamente riuscita fusione di generi apparentemente opposti, se non addirittura discordanti, come commedia, thriller, fantascienza, dramma, perfino horror. Inutile dilungarsi oltre.

Quello che invece è giusto ribadire è che si tratta di un film magnifico, visivamente ispirato, strabordante di trovate geniali, diretto meticolosamente e senza cadute di tono nelle sue mille sfaccettature, fantasioso all'inversimile e a tratti tristemente reale, recitato alla perfezione e perfetto esempio di ciò che rende il cinema orientale cosi fastidiosamente (ecco, e adesso?devo dirlo? eppure ci sarà un modo per sviare, per non dover dire una cosa del genere...possibile mi venga in mente solo...) superiore.

In stereo: To Kill "Watching You fall"

killed by: ichi a 15:26 | link | |

lunedì, 08 agosto 2005

Born To Fight - Panna Rittikrai - Thai 2004

Un gruppo di atleti Thailandesi rappresentanti vari sport si reca in visita presso un villaggio al confine con la Birmania. Braccati e presi in ostaggio da un gruppo di miliziani armati di missile nucleare, non avranno altra scelta che sfruttare le loro doti atletiche per salvare il villaggio.

E' giusto premettere che Ong Bak, il precedente lavoro dello sceneggiatore/coreografo Rittakrai, qui in veste di regista, mi è decisamente piaciuto. Pur nel suo essere fondamentalmente stupido, ricco di dialoghi terrificanti e infarcito di odiosi replay, Ong bak ripaga pienamente le aspettative di chiunque vi si avvicini con un minimo di cognizione di causa grazie fantasiosi inseguimenti, evoluzioni pirotecniche e, soprattutto, arti marziali allo stato dell'arte grazie all'ottimo Tony Jaa. Vista la natura del film e i precedenti del regista, ce n'era abbastanza per me per un acquisto di Born To Fight a scatola chiusa. Per apprezzarlo al meglio però, è importante essere provvisti di importanti nozioni socioculturali sulla Thailandia odierna di cui molti sono a digiuno. Proverò ad ovviare qui a quest'inconveniente:

1) Dimenticate capanne e palafitte. Il tipico villaggio Thailandese ne è quasi del tutto sprovvisto. Alla scomodità delle capanne, il Thailandese odierno preferisce le impalcature. Anche al chiuso. Inutili agli occhi di un occidentali, sono invece un must imprescindibile per qualunque ginnasta voglia salvare Bangkok dalla minaccia nucleare.

2) Tra le giovani Thailandesi sotto gli otto anni, è ormai in voga l'evitare lo status sociale della zitella senza speranza diventando esperte di arti marziali.

3) L'inno Thailandese è di un brutto imbarazzante. In compenso, ogni Thailandese degno di tale nome, se a contatto con un materiale di densità superiore a quella della propria faccia (vedi ferro, legno, camion) rimbalza. Il tutto funziona meglio se il contatto è di tipo violento.

4) Superata la soglia dei 137 anni, ogni Thailandese di sesso femminile diventa immancabilmente ninfomane. Sui soggetti di sesso maschile, invece, il passare degli anni si nota appena, fatta eccezione per un disturbo fisico che per quanto non sia d'impedimento alle arti marziali, rende quantomai sconsigliata la corsa. Gli sfortunati spettatori di un evento simile sono stati tutti ritrovati in preda a crisi isteriche e risa.

5) Per una fanciulla Thailandese nel fiore degli anni, è di rito rispondere al corteggiamento con la frase"vado a fare la cacca", solitamente indice di predisposizione alla maternità nonchè di femminilità spiccata.

6) Il patriottismo più becero e demenziale, in Thailandia, è sexy.

Una volta presa confidenza con le bizzarrie del popolo Thailandese, Born To Fight risulta decisamente godibile. Tutti si fanno male nel modo più originale possibile, tutti vorticano, si appendono, saltano, si danno fuoco, si calciano, lanciano roba infuocata senza motivi precisi ma con effetti decisamente spettacolari. va detto che di arti marziali ce ne sono ben poche, fatta esclusione per il poliziotto e la sorella (che è carina, ma una sega a dar calci), tutti gli altri useranno il loro sport per difendersi, con effetti al limite del credibile ma decisamente spettacolari. 

Per la prima mezz'ora di film il poliziotto non parla. Poi, pronunciata la prima sillaba, la convinzione che a doppiarlo fosse Sandra Mondaini. Ci ho messo un pò per ricordarmi che stavo vedendo un film in lingua originale. Superati gli attimi di tristezza per la terribile condizione del povero attore, va detto che atleticamente non fa rimpiangere Tony Jaa, e in più, se non lo si guarda in faccia e non lo si ascolta, fa cose tamarre. Che sia per colpire un miliziano armato, per cambiare canale o per ordinare una pizza, il poverino salta, rimbalza su un paio di pareti, si gira in aria un paio di volte, con conseguente gioia di chi scrive.

Chiunque abbia riso con Jackass The Movie e amato Ong Bak (o viceversa) apprezzerà Born To Fight.

In stereo: Madball "Legacy"

 

killed by: ichi a 18:15 | link | |

sabato, 06 agosto 2005

Doppelganger - Kyoshi Kurosawa - Jap 2003

Uno scienziato tanto scorbutico e frustrato quanto geniale, verrà inspiegabilmente a contatto con il suo doppelganger, deciso ad aiutarlo.

Si, un doppelganger.

Doppelganger \DOPP-ul-gang-er\, noun:

A spiritual or ghostly double or counterpart; esp., an apparitional double of a living person; a cowalker.

To readers of science fiction, the idea of a single atom existing simultaneously in two states or places is reminiscent of the supernatural "doppelganger" -- a flesh-and-blood duplicate of one's self encountered while walking along a street.
--"Physicists Put Atom in Two Places at Once," New York Times May 28, 1996

But my primary interest here is not the machinations of science itself but the fascinating life and times of its dark doppelganger, the mad scientist, in all his overreaching glory.
--David J. Skal, Screams of Reason: Mad Science and Modern Culture

Doppelganger is from the German: doppel, double + Gänger, goer.

Nessuna spiegazione logica, nessuna soluzione, semplicemente il doppelganger c'è. E Kurosawa la butta sul ridere. Mischiando Commedia, dramma sociale e thriller, Kurosawa è bravo nel dare profondità alla storia, rendendola grottesca e amara. Ma è altrettanto bravo a ridurre il tutto ad una farsa, un inspiegabile susseguirsi di eccessi, metafore, stravolgimenti.

Quindi i doppelganger spuntano dal nulla, vivono, muoiono, uccidono, amano indisturbati, e passeggiano fischiettando, come una versione palpabile e con meno pretese di Tyler Durden.

Bravissimo Yakusho Kôji, nel ruolo dello scenziato e ovviamente del suo doppio, e perfetta come al solito la regia, con un uso dello split screen,  anche triplo, in cui Kurosawa non si limita a sezionare le immagini, ma divide il tempo, sincronizza ciò che non lo è e sovrappone ciò che invece dovrebbe essere distante. Complicato, spiazzante, sorprendente e fondamentalmente senza senso. Ma bello in un modo difficile da raccontare.

In stereo: The Darkness, Bee Hive, Bullet Train To Vegas. 

killed by: ichi a 01:50 | link | |