io sono tetsuo and i've got the power of grayskull
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Crash - Contatto Fisico - Paul Haggis 2004

Il paragone con Magnolia è inevitabile. E ingiusto. Crash non ha la forza poetica di Magnolia. Non ne ha l'intensità, se non per pochi attimi.
Il punto è dimenticarsi del paragone e vedere oltre. Perchè Crash è un bel film. Coraggioso, intenso anche lui, spesso esagerato ma diretto ed essenziale quando serve, e con un cast splendido. La multietnicità forzata all'inizio stranisce, ma è più reale di quanto sembri. Il resto si intreccia, tutti si sfiorano, nessuno si tocca davvero. Il venditore americano insulta l'uomo a cui sta vendendo un arma perchè lo crede arabo, l'arabo che arabo non è insulta il nero che gli ripara la serratura, il nero che ruba auto insulta i cinesi e il poliziotto razzista salva un nero. Protagonista il destino, divertito. E beffardo, perchè a fare le spese di tutto non sarà chi ha fatto del, male, ma chi ha tentato di allontanarsene con indifferenza. O peggio, chi ha provato ad opporvisi.
Crash ha dei cali. Delle parentesi inutili, dei lati troppo in ombra. Ma l'impressione è che oltre alla forza emotiva di alcune sequenze e alla bellezza dell'idea di fondo ci sia un film su più livelli, con più chiavi di lettura, e infiniti aspetti che lo svolgimento della trama ti distrae dal vedere.
Il padre che urla, muto, con la figlia in braccio, o il salvataggio dalla macchina in fiamme sono splendidi esempi delle volte che Crash punta al cuore.
Imperfetto e commovente.


E come se non bastasse mi ha fatto venire una voglia incredibile di un nuovo ilm di Anderson.
Cinderella Man - Ron Howard - 2005

Molto classico e meno ruffiano di quanto immaginassi. La storia di Jim Braddock, pugile tutto d'un pezzo che sopravvive alla grande depressione e torna a combattere, non può non coinvolgere, e Howard ha vita facile nel trarne qualcosa di buono senza inventarsi nulla (ma bello l'uso di alcuni flashforward). Il solito Crowe (nella versione senza cellulite) fa la sua parte, mentre continuo a trovare sciatta e insignificante la Zellweger. Mi aspettavo di meglio, va detto, se non cinematograficamente parlando perlomeno sul fronte del coinvolgimento, mentre ogni tanto Howard sembra dare tutto troppo per scontato, affrontando con superficialità tutto ciò che non spiega in modo didascalico. E poi il cattivo che è proprio cattivissimo, la moglie eroica, l'amico fidato. Con i due leocorni saremmo stati al completo. Ma le storie di sport e onore da queste parti piacciono.
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