io sono tetsuo and i've got the power of grayskull
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Miami Vice - Michael Mann

Conversazione telefonica pomeridiana:
- Bella.
- Bella. Cinema?
- Che se vedemo?
- Miami Vice?
- Da paura basta che se sparano.
- Bella.
Qualche dubbio sull'alternativa Babel, autostrada nebbiosa, cinema deserto.
E due ore di film in cui non succede assolutamente nulla. Nulla montato freneticamente (alcuni direbbero semplicemente montato male) che mentre non sta succedendo nulla subito non succede qualcos'altro.
Nulla ora filtrato di un fastidiosissimo viola film porno, ora sfocato, ora ripreso a mano in modo traballante. A volte tutto è viola sfocato e traballante, che per riconoscere jamie foxx servono quaranta minuti di film.
E il tutto si regge su una trama tanto esile quanto ovvia e piena di dialoghi mediamente ridicoli.
Un esempio?
Siamo verso la fine. Notte fonda, rifugio di trafficanti neonazisti armati, con tanto di nazista muscoloso di guardia. C'è un ostaggio da liberare.
Jamie Foxx, bello e muscoloso, armato fino ai denti e con tanto di antiproiettili si avvicina all'ingresso e fa (giuro):
TOC TOC
"Rico's Pizaaa!"
...
E si, ovviamente i tatuati ariani ci cascano. "Hei, io non ho ordinato niente!"
Mavvaffanculo.
E gli immancabili spunti romantici. La passione, l'erotismo. Ci sono, si.
Solo che passi per la prima doccia, che sono tutti così sexy. Ma perchè riproporre la stessa scena con tutti i protagonisti? Tutti trombano solo sotto la doccia. Lavarsi no.
E il finale straziante. Ah, quanto non ho pianto.
Lui è palesemente gay. Baffoni, camicia trasparente e balli latino americani. L'omosessualità di certe occhiate con Sonny è tutt'altro che latente. Tipico nome da negro. Il più in voga a Miami dopo Tanuzzo e Chun Li.
Lei è una vacca. La distribuisce gioiosamente per mezzo film (senza contare che lo pseudo marito lo sa dall'inizio, salvo poi incazzarsi solo alla fine), traffica droga, e io dovrei commuovermi.
Che poi tra tante attrici che come vacca cubana sarebbero risultate perfette chi ti scelgono? Gong Li.
Perchè non Marisa Laurito dico io.
Ma, soprattutto, due ore di film d'azione senza azione. Non si sparano, non fuggono, non si picchiano.
Restano quei venti minuti finali in cui si vede qualche proiettile, finalmente esplode qualcosa, e perlomeno non si rischia di dormire.
E' ufficiale. Odio Miachael Mann.
(L'unico commento del mio fedele accompagnatore è stato "Oh, a sapello facevamo in tempo a vedesse la compagnia del sottobosco e poi entravamo per l'ultimi dieci minuti...)
Ho visto Go, divertente commedia coreana di cui ormai non ho più voglia di scrivere. Ho visto finalmente la quinta serie di Alias, bella come le prime quattro. Non sono riuscito a vedere Superman Returns ne altri film al cinema per cause di forza maggiore (donne).
...
Non nel senso che non li ho visto perchè avevo da fare con delle donne. Non li ho visti perchè le donne mi danno buca.
Però ho visto
Lady In The Water - M. Night. Shyamalan

Va detto che adoro Shyamalan. Tutti i suoi film, dal migliore al più imperfetto, dall'ormai ovvio Sixth Sense al controverso The Village, passando per il sottovalutato Umbreakable e il bistrattato Signs. Li ho visti, rivisti, analizzati, studiati fino ad apprezzarne anche gli ovvi difetti.
Lady in the Water non fa eccezione. E' imperfetto, ingenuo, incurante della formula cinematografica classica. Ma ha la forza che avevano i migliori film di qualche anno fa, capolavori nel genere girati dalla fine degli anni 80 in poi, quelli che visti da bambini ci tenevano incollati allo schermo, e che visti da adulti riescono anche a farti scendere qualche lacrima. Erano divertenti, semplici, spesso pieni di soluzioni stupide, ma in grado di lasciarti a bocca aperta, forti ancora di una liberta di immaginazione che negli anni sta per forza di cose scomparendo.
LITW non è un film per bambini. Niente nudi, niente parolacce, spaventi contenuti e poca violenza, ma un bambino finirebbe probabilmente per trovarlo noioso. LITW è l'essenza della fiaba che si prende gioco degli stilemi classici della fiaba stessa, una favola in cui gli eroi non sono belli ne coraggiosi, le divertenti spalle sono grottesche e i paesaggi incantati non vanno oltre il cancello del cortile di un condominio di periferia. Niente love story.
Ma come nelle favole nessuno sembra stupirsi per più di qualche attimo, e la più assurda delle situazioni diventa ovvia, senza bisogno di domande o chiarimenti. Spiazzante, indubbiamente. Semplicistico, forse. Ma dannatamente emozionante.
Cleveland è il goffo tuttofare di un complesso residenziale. Nella piscina condominiale conosce Story, ninfa del mare in missione per cambiare il mondo. Ma una volta completata la sua missione, tornare a casa sarà più dura del previsto.
E poi? Poi poco altro, o fin troppe cose, dipende dai punti di vista. Il condominio pieno di disadattati, ennesima metafora di come l'unione faccia la forza, il seguito della favola (che, diciamolo, di cinese noin ha nulla, ma ok) e i divertenti tentativi di Cleveland di proteggere Story, qualche inaspettata (ma neanche troppo) rivelazione e poi lo scontro finale.
Si, dei difetti ho parlato fin troppo. Perchè ci sono, impossibile negarlo. Ma chissenefrega, ne vorrei mille di film così, semplici, sognanti, coraggiosi. Ed emozionanti, perchè Shyamalan (qui anche attore) si conferma bravo pur rinnovandosi, riempiendo il film di inquadrature "sbagliate" e visuali aeree, personaggi che parlano fuori campo e mostri sbattuti lì come niente fosse, musiche ancora una volta perfette e eroi deformi. E la fotografia è di Doyle, la Howard recita ancora come fosse cieca ma è magnetica, i personaggi sono tanto semplici che è impossibile non affezionartici e Giamatti è così bravo dopo due ore vorresti solo che il film continuasse per altri dieci minuti.
E chissenfrega anche se probabilmente il film verrà stupidamente snobbato. La critica, perlomeno nel film, fa la fine che si merita.

